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11.08.2021 Attualità SOS Villaggi dei Bambini Svizzera Tutti Svizzera Marco Wölfli racconta: «I miei figli mi hanno superato»

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Nel corso della sua carriera calcistica, il nostro ambasciatore Marco Wölfli ha potuto sperimentare l’importanza di valori come lo spirito di squadra, l’ambizione e l’affidabilità, valori che ora, come padre, intende trasmettere anche ai suoi due figli. Per il blog di SOS Villaggi dei Bambini, inverte i ruoli e racconta ciò che i suoi figli gli hanno insegnato sul mondo.

Come immaginavi il tuo ruolo di padre prima di avere figli?

Marco Wölfli: L’avevo immaginato com’è effettivamente oggi: molto bello, pieno d’amore, ma anche molto intenso. Come padre, vuoi solo il meglio per i tuoi figli, cerchi di essere un modello per loro e di trasmettere loro i giusti valori: onestà, affidabilità, umorismo, fiducia in se stessi. È una sfida quotidiana.

Cosa hai imparato dai tuoi figli in questi anni?

Marco Wölfli: Moltissimo. Soprattutto la fiducia infantile con cui attraversano la vita è qualcosa che non smette mai di essere una fonte d’ispirazione per me. Quando avevo giocato una brutta partita oppure anche quando è morto mio padre, i miei figli sono sempre riusciti a motivarmi e a farmi ridere. Anche la voglia di giocare e la solarità sono un qualcosa che spesso negli adulti va perduto e sicuramente in questo ambito abbiamo molto da imparare dai nostri figli.

Qual è la cosa con cui i tuoi figli sono riusciti a sorprenderti maggiormente?

Marco Wölfli: È sempre incredibile vedere come i bambini imparino in fretta. Uno dei miei figli suona il pianoforte e l’altro guida auto telecomandate. In un batter d’occhio, mi hanno davvero superato.

È capitato che i tuoi figli ti ponessero domande a cui non eri in grado di dare una risposta?

Marco Wölfli: Sì, è successo molte volte. Per fortuna oggi c’è Google e spesso anche parlare con mia moglie è illuminante. Naturalmente, come genitori vorremmo avere una risposta a tutto, ma è importante anche che i bambini imparino ad affrontare il caso in cui non c’è una risposta chiara a una domanda.

Come è cambiata la tua visione del mondo da quando hai dei figli?

Marco Wölfli: Di norma, i nostri figli continueranno a vivere quando noi non ci saremo più e quindi vogliamo lasciare loro una vita bella. Ecco perché oggi cerco di comportarmi in modo ancora più sostenibile. Si comincia dalle piccole cose, come ad esempio portarsi le borse da casa per fare shopping o non cedere sempre alla spinta consumistica e al desiderio di avere sempre l’ultima novità. Questo è ciò che voglio trasmettere ai miei figli.

In che modo papà Marco è diverso dall’esperto di calcio Marco?

Marco Wölfli: Con grande rammarico da parte di mia moglie, di tanto in tanto faccio l’esperto anche a casa, anche se sono ben lungi dal sapere tutto. Ma naturalmente ognuno vuole essere un esperto per i propri figli. Però lo faccio spesso con umorismo. Come padre e come esperto di calcio, cerco sempre di essere onesto e affidabile e di avere buone risposte pronte.

Ai tuoi due figli piace avere un padre famoso?

Marco Wölfli: È difficile dirlo, nemmeno io so sempre cosa passi loro per la testa. Con il mio atteggiamento con i piedi per terra, cerco sicuramente di mostrare loro che tutti sono importanti allo stesso modo, che siano famosi o meno, ricchi o poveri, e che bisogna trattare tutti allo stesso modo. Alla fine, è sicuramente più importante per i miei figli che io sia un buon padre.

Giocate a calcio insieme oppure ci sono altre attività che fate insieme?

Marco Wölfli: Ogni tanto giochiamo a calcio nel nostro giardino, ma nessuno dei miei figli è in una squadra di calcio. Hanno hobby molto diversi: unihockey, auto da corsa telecomandate, arrampicata. Oggi, in un momento in cui molte attività sono fatte in modo digitale su telefoni cellulari o computer, io e mia moglie pensiamo che sia importante che giochino anche fuori, si muovano e provino cose diverse.

Qual è il ruolo più richiesto sul campo da gioco della famiglia: capitano, allenatore o arbitro?

Marco Wölfli: Un po’ di tutto e anche di più. C’è anche il fisioterapista di famiglia e il fornitore di materiale della famiglia. Ma la cosa più importante è la stessa come in campo: essere una squadra in cui tutti sono importanti in egual misura. E per far sì che in questo ci sia armonia, sono indispensabili l’amore e la condivisione. Questo non significa che non ci sia mai un litigio. Può capitare, ma tutti devono avere ben chiaro che alla fine si può contare l’uno sull’altro.

Responsabile del contenuto:

Nathalie Rutz

Sono un addetto alle comunicazioni responsabile dei diritti dei bambini di tutto il mondo.

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