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16.01.2020 Attualità Programma di aiuti Tutti Africa Harar non ha più bisogno di noi

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Harar, in Etiopia orientale, rappresenta un progetto faro e un successo per il lavoro di cooperazione allo sviluppo di SOS Villaggi dei Bambini. Grazie a un approccio a 360 gradi, la collaborazione con le istituzioni locali e a una rete funzionante di centri sociali e di supporto, 200 famiglie della regione sono oggi autonome. 

«Dal 2012 al 2014, SOS Villaggi dei Bambini ha sostenuto le 200 famiglie a rischio di Harar. Oggi possiamo dire con orgoglio che non hanno più bisogno di noi.» afferma Erika Dittli, responsabile programmi presso SOS Villaggi dei Bambini SvizzeraLa formula del nostro successo? Grazie all’approccio a 360 gradi di SOS Villaggi dei Bambini, siamo stati in grado di adattare le misure di rafforzamento familiare alle esigenze locali, integrandole con successo nelle attività della comunità. «Affinché funzioni è necessario conoscere le condizioni di vita delle famiglie e dei bambini in loco e comprendere a fondo le problematiche sociali del paese», sostiene Dittli. Le condizioni di partenza in Etiopia, uno dei paesi più poveri del mondo, erano tutt’altro che semplici. 

Prigioniera nella spirale della povertà  

L’Etiopia occupa il 174o posto sui 188 inclusi nell’indice di sviluppo umano (Human Development Index), classificandosi con i suoi 93 milioni di abitanti fra i paesi più poveri del mondo. Secondo i dati rilasciati dall’Organizzazione mondiale della sanità, un bambino etiope su due risulta essere malnutrito oppure soffrire di disturbi della crescita causati dall’alimentazione. In moltissime località mancano ancora l’acqua potabile e i servizi igienici. Queste condizioni di povertà colpiscono soprattutto donne, uomini e anziani, categorie che non riescono a provvedere autonomamente al proprio sostentamento. La siccità ricorrente causa carestie e distrugge i raccolti, che per di più rappresentano la fonte principale di sostentamento per la maggioranza degli etiopi. In assenza di piogge, molti genitori non possono permettersi le tasse scolastiche e i bambini devono di conseguenza lavorare per contribuire al reddito della famiglia. Non sorprende quindi che l’Etiopia registri uno dei tassi di frequenza scolastica più bassi al mondo. Molti bambini non riescono ad andare regolarmente neanche alla scuola primaria. La popolazione etiope cresce al ritmo del 2 percento all’anno, ma senza istruzione le nuove generazioni rimarranno prigioniere della spirale della povertà. 

 

Harar, in Etiopia orientale, rappresenta un progetto faro e un successo per il lavoro di cooperazione allo sviluppo di SOS Villaggi dei Bambini.

Harar, in Etiopia orientale, rappresenta un progetto faro e un successo per il lavoro di cooperazione allo sviluppo di SOS Villaggi dei Bambini.

Una rete di supporto per le famiglie povere 

La storia di Amara è rappresentativa del successo del lavoro di SOS Villaggi dei Bambini ad Harar. Grazie al programma di sostegno al reddito, questa nonna particolarmente accorta ha aperto il suo negozio e riesce a provvedere autonomamente al sostentamento dei suoi due nipoti. Per affrontare i numerosi problemi delle famiglie nella parte più rurale di Harar, SOS Villaggi dei Bambini ha concentrato il suo lavoro sullo sviluppo di strutture sociali solide. Fra queste figurano l’introduzione di un’assicurazione sanitaria e di gruppi di risparmio e di prestito. «Prima del nostro arrivo, molte famiglie di Harar non sapevano affatto di avere diritto a un’assicurazione sanitaria, e neanche che il governo è tenuto per legge a garantirla», spiega DittliPertanto, in collaborazione con i rappresentanti locali, SOS Villaggi dei Bambini ha svolto un lavoro di sensibilizzazione facendosi carico dei costi iniziali d’introduzione per l’assicurazione sanitaria. La responsabilità dell’avanzamento e della realizzazione del progetto è passata gradualmente nelle mani del governo. Affinché le famiglie potessero permettersi i contributi per l’assicurazione, sono stati introdotti dei gruppi di risparmio e di prestito, che hanno permesso loro di risparmiare capitali congiuntamente, aprire piccoli prestiti e rendersi autonomi. Oggi le persone del luogo esercitano il diritto di disporre di un’assicurazione sanitaria e il governo si è assunto i propri obblighi.  

Amara ha scritto una delle storie di successo del programma ad Harar. Grazie alla generazione di reddito, l’intelligente nonna ha aperto un’attività in proprio e ora si prende cura dei suoi due nipoti da sola. Per saperne di più leggi qui.