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04.01.2019 Attualità Programma di aiuti Tutti In tutto il mondo Guerra e grande freddo nell’Ucraina orientale

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Nei territori orientali dell’Ucraina le persone soffrono per via di violenza, miseria, fame e disperazione. E ora si aggiunge anche l’inverno.

Lugansk – In Ucraina inizia l’inverno e le 200’000 persone che si trovano nelle zone di conflitto dei territori orientali del paese, oltre che dalla guerra e dalla povertà, dovranno difendersi anche da un altro avversario: il grande freddo.

Mentre la comunità internazionale si interroga sull’eventualità di nuovi conflitti tra Ucraina e Russia, tantissime persone nei territori dell’Ucraina orientale lottano per la mera sopravvivenza. “Circa la metà delle persone che vivono in campagna e un terzo della popolazione cittadina non sono preparate in modo adeguato per affrontare l’inverno”, illustra Andrij Chuprikov, direttore di SOS Villaggi dei Bambini in Ucraina. “È una vera catastrofe soprattutto per i bambini. Migliaia di giovani nelle zone di conflitto vivono attualmente con le proprie famiglie in abitazioni fatiscenti, nelle quali si possono riparare a stento dal freddo e dall’umidità”, continua Chuprikov. 40’000 case nell’Ucraina orientale sono state danneggiate dalle azioni militari e il numero potrebbe crescere di giorno in giorno. “Il gelo si insinua attraverso porte e finestre. Per non morire assiderate a temperature che arrivano fino a meno 15 gradi, le famiglie investono tutti i loro risparmi in legna, carbone e gas, così non rimane loro alcun denaro per cibo e vestiario, e molte persone sono già vittime della fame.”

Il conflitto, che si protrae ormai da quattro anni e mezzo, ha messo in ginocchio l’economia della regione e con l’arrivo dell’inverno molti lavoratori nell’ambito agricolo rischiano di rimanere senza impiego e quindi senza un reddito. Inoltre, l’inflazione indotta dalla crisi ha provocato l’erosione del potere d’acquisto dei salari: “Oggi molte famiglie vivono in condizioni di estrema miseria”, spiega Chuprikov. E aggiunge: “Negli ultimi anni la situazione era già molto difficile, ma allora molte persone speravano ancora che il conflitto sarebbe terminato a breve. Oggi però la maggior parte ha perso la speranza.”

A complicare le cose contribuisce il fatto che in particolare i centri abitati situati in campagna sono talvolta fuori mano e, di conseguenza, tagliati fuori da qualunque tipo di approvvigionamento o sostegno nel periodo invernale. “Per i bambini questa situazione è insostenibile. Dopo quattro anni di violenze senza fine, di approvvigionamento e assistenza insufficienti e di stress continuo, sono fortemente provati sia nel corpo che nello spirito”, dice Chuprikov.

Fin dallo scoppio delle ostilità, SOS Villaggi dei Bambini insieme ad altre organizzazioni ha ristrutturato numerose abitazioni situate nelle zone di conflitto, garantendo alle famiglie colpite un tetto, vestiario e riscaldamento. L’organizzazione umanitaria garantisce inoltre il dovuto sostegno a bambini e famiglie che vivono in aree remote del paese e versano in situazioni di difficoltà.

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