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05.12.2018 Attualità Programma di aiuti Tutti In tutto il mondo Bambini in fuga in Serbia

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Serbia – Per molti profughi e migranti provenienti da Afghanistan, Siria, Iraq, Iran, Bangladesh, ecc., la Serbia costituisce un punto di passaggio fondamentale per poi raggiungere l’Europa centrale e occidentale. 3700 bambini, famiglie e persone non accompagnate hanno alle spalle un viaggio faticoso e interminabile e ora si trovano, completamente indifesi, in un paese dove non conoscono anima viva e di cui non parlano la lingua. Almeno il 10% dei rifugiati sono bambini non accompagnati, costantemente a rischio di finire vittime del contrabbando, della tratta di esseri umani e altri abusi.

Goran Vreljanski, coordinatore degli aiuti d’emergenza di SOS Villaggi dei Bambini Serbia, spiega: “Il numero di migranti e profughi in arrivo diminuisce, ma la situazione rimane imprevedibile”. Molti profughi hanno abbandonato la Serbia alla volta della Bosnia e dell’Erzegovina al fine di trovare il modo di giungere in Croazia, eppure alcuni di loro potrebbero essere costretti a ritornare ai centri di accoglienza in Serbia a causa dei rigidi mesi invernali, poiché le strutture dedicate agli sfollati in Bosnia ed Erzegovina sono limitate. Inoltre, nel caso in cui vengano espulsi da altri paesi quali Croazia, Ungheria e Romania, ai migranti non resta altra scelta che fare ritorno in Serbia.

SOS Villaggi dei Bambini gestisce centri di accoglienza migranti in quattro città, ovvero Adaševci, Kikinda, Obrenovac e Principovac, aiutando circa 900 bambini, ragazzi e adulti. SOS Villaggi dei Bambini Serbia collabora con partner internazionali e locali e con il governo al fine di garantire un sostegno completo ai bambini e alle loro famiglie.

Le famiglie, non riuscendo a occuparsi dei propri figli a causa del viaggio e della nuova situazione, dipendono dagli aiuti di SOS Villaggi dei Bambini. “Nei centri di accoglienza si verificano casi in cui i genitori non riescono ad assistere i propri figli perché gravemente traumatizzati in prima persona o perché hanno la sensazione di non avere nessun controllo sulla propria vita. Molti uomini risentono di una mancanza di autostima poiché non lavorano o non contribuiscono al sostentamento delle loro famiglie, il che può sfociare in episodi violenti. Collaboriamo con queste famiglie al fine di migliorare la loro situazione, ad esempio coinvolgendole in attività con i loro bambini oppure offrendo opportunità di formazione professionale o offerte didattiche”, racconta Vesna Mraković-Jokanović, direttrice nazionale di SOS Villaggi dei Bambini Serbia.

In Serbia SOS Villaggi dei Bambini gestisce le seguenti strutture:

  • Strutture consone ai bambini con attività di formazione e per il tempo libero, assistenza nello svolgimento dei compiti, lezioni di lingua e accompagnamento psicologico per i bambini più in tenera età.
  • Incaricati predisposti alla protezione dei bambini operano al fine di prevenire abusi, abbandono e sfruttamento e assistono i piccoli vittime di tali episodi.
  • Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) e centri per la gioventù: grazie a computer e tablet i ragazzi possono contattare i loro amici e le famiglie, nonché acquisire conoscenze informatiche e nozioni di programmazione. Nei centri per la gioventù vengono inoltre offerte attività di formazione professionale, didattiche e per il tempo libero su misura per i ragazzi.
  • Consulenze sanitarie e nutrizionali presso strutture appositamente dedicate a madri e neonati, dove le mamme ricevono sostegno e possono allattare i loro piccini in un luogo tranquillo e sicuro.
  • Corsi di formazione e ampliamento delle capacità dedicati alle autorità governative per quanto concerne le donazioni destinate ad aree giochi, rinnovi di minore entità, dotazione informatica, altri materiali e articoli igienici.

Nel 2019 si prevede che il governo serbo si assumerà gradualmente la maggior parte delle mansioni oggigiorno svolte da SOS Villaggi dei Bambini e altre organizzazioni locali o internazionali attive nei centri profughi.