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08.03.2018 Attualità Programma di aiuti Tutti In tutto il mondo Senza dolore niente matrimonio

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Mutilazioni genitali femminili: Soraya, sua madre e sua nonna hanno dovuto sottoporsi alla mutilazione dei propri organi genitali per rispettare una tradizione che causa sofferenze permanenti a 125 milioni di donne e bambine in tutto il mondo.

“Adesso sei una donna, congratulazioni!”

Con queste parole Soraya è stata riaccompagnata da sua madre, sua nonna e le sue sorelle che, felici, si sono strette intorno a lei per complimentarsi. Lei si limitava ad annuire nascondendo il suo dolore. Le lacrime non sarebbero state adatte a un giorno così importante e nessuno voleva ferire l’orgoglio della nonna. Giorni dopo, Soraya è svenuta mentre lavava i panni. Perdeva sangue dal basso ventre, l’infezione non poteva più essere fermata. Soraya è morta a nove anni a causa di una tradizione che ufficialmente è illegale, ma è ancora praticata: la mutilazione genitale femminile.

Sono molteplici i sedicenti motivi di questa pratica, potenzialmente letale: il clitoride diventa un pene se non è rimosso, la mutilazione permette di rimanere vergini o inibisce il desiderio sessuale garantendo quindi fedeltà. Le bambine che rifiutano di sottoporsi a questa pratica non possono sposarsi e sono emarginate dalla comunità insieme a tutta la loro famiglia. Questo è un motivo per cui madri e nonne mantengono viva la tradizione delle mutilazioni genitali, nonostante i dolori sofferti dalle bambine.

Alla morte dolorosa della figlia Soraya, la madre devastata non ha più resistito e tale drammaticità ha fatto aprire gli occhi anche alla nonna. Eppure, cosa si può fare per remare contro? Da una vicina aveva saputo dell’impegno e della campagna di sensibilizzazione di SOS Villaggi dei Bambini: le mutilazioni genitali sono una violazione dei diritti umani! Non importa in che modo sono praticate: le bambine hanno il diritto all’integrità della persona e alla salute e le donne hanno il diritto all’autodeterminazione, incluso poter vivere la propria sessualità senza subire sofferenze.

Mutilazioni genitali su bambine in Africa

Le mutilazioni genitali violano i diritti umani. Sono una violazione del diritto alla salute, alla sicurezza e all’integrità della persona, del diritto a non subire torture e violenze e del diritto a un trattamento umano e dignitoso.

Sensibilizzare sui diritti delle donne

A causa della morte della nipote Soraya, nonna Mary ha iniziato a combattere. Non demonizza tutto a priori però, bensì collabora con i capi della comunità alla ricerca di alternative per un passaggio rituale e delicato all’età adulta, che non contempli sangue e dolore. Anche le donne che praticano le mutilazioni genitali fanno parte di questo processo, in quanto è necessario trovare fonti di reddito diverse.

Anche uomini e padri stanno iniziando a pensare diversamente. “Molti uomini che vivono nelle zone rurali del Kenya pretendono che le loro future spose siano state sottoposte a mutilazioni genitali perché sono sempre stati abituati così e non concepiscono altro”, spiega Christopher Oloishuroh Murray. L’insegnante 47enne si impegna da molti anni contro le mutilazioni genitali. “Il keniota moderno e sensibilizzato in generale non vuole che le sue figlie siano sottoposte a questa pratica.”

Sostegno da parte di SOS Villaggi dei Bambini

SOS Villaggi dei Bambini si impegna da molti anni per la parità dei diritti di donne e bambine e, di conseguenza, contro la tradizione delle mutilazioni genitali. SOS Villaggi dei Bambini sostiene la lotta di donne come nonna Mary con campagne di sensibilizzazione. Inoltre SOS Villaggi dei Bambini offre assistenza medica alle donne e bambine coinvolte, rafforza e forma le donne e combatte l’emarginazione sociale. Le generazioni future non devono subire le sofferenze e il lutto vissuti dalla famiglia di Soraya.