A tre anni dal terremoto ad Haiti: superare la povertà con l’istruzione

Dopo il devastante terremoto del gennaio 2010, il servizio di primo soccorso di SOS Villaggi dei bambini si è trasformato in programmi sociali ed educativi sostenibili. SOS Villaggi dei bambini provvede affinché anche i bambini più poveri abbiano accesso all’istruzione.



Nei primi dodici mesi dopo il terremoto, il servizio di primo soccorso di SOS-Villaggi dei bambini ad Haiti si è occupato soprattutto di accogliere bambini senza genitori e di riunire i componenti delle famiglie, nonché di fornire loro cibo, medicine e vestiti. In centri allestiti provvisoriamente sono stati assistite migliaia di bambini e le loro famiglie. Molti di questi centri sono stati trasformati, con il passaggio a una forma di aiuto sostenibile sul lungo termine, in centri sociali dove i genitori possono lasciare di giorno i loro figli negli asili nido e i bambini possono andare a scuola. Inoltre i bambini, che spesso soffrono ancora del trauma del terremoto, vi ricevono assistenza psicologica.

Altre scuole sono in fase di costruzione

La prima scuola nuova di SOS-Villaggi dei bambini è già stata inaugurata ad Haiti (qui potete trovare maggiori informazioni), altre sei scuole sono in fase di costruzione. SOS-Villaggi dei bambini non si adopera tuttavia solo affinché l’infrastruttura sia funzionante, ma si occupa anche di garantire la formazione degli insegnanti. Infatti, senza insegnanti adeguatamente formati e motivati, anche la migliore delle scuole serve a poco.

Uno di questi insegnanti formati da SOS-Villaggi dei bambini è Josephine Bermond Dominique, che è stata preparata in modo specifico per interagire con alunni traumatizzati. “SOS-Villaggi dei bambini ridà speranza ai bambini. Senza un’adeguata istruzione, gli alunni non avrebbero un futuro”, dice convinta l’insegnante.

Assistenza e istruzione

Subito dopo il terremoto, molti bambini sono stati accolti nei due Villaggi dei bambini SOS di Haiti. Nelle case famiglia, in cui normalmente crescono fino a dieci bambini, hanno trovato temporaneamente rifugio più di 30 bambini. Molti di loro sono riusciti a tornare dai loro parenti, e la quotidianità dei villaggi dei bambini è così tornata alla normalità, se di normalità si può parlare ad Haiti.

Uno dei bambini che è rimasto nel villaggio dei bambini SOS di Santo, vicino a Port-au-Prince, è Wilson. “Ci sono voluti un paio di mesi prima che Wilson si abituasse a vivere qui da noi, ma è normale sia così”, spiega Daniella, una delle madri di SOS-Villaggi dei bambini. Oggi Wilson è del tutto integrato nella sua famiglia, gioca con i fratelli e le sorelle, aiuta la madre a rigovernare e va volentieri a scuola. Wilson ha un futuro. Vuole studiare, matematica possibilmente. Ma prima di arrivare fin lì la strada è ancora lunga e ci vogliono altri cinque anni alla scuola di SOS-Villaggi dei bambini.

L’esempio di Wilson mostra che l’abbinamento tra assistenza a lungo termine e accesso a un’istruzione di qualità si rivela sempre vincente. Anche in un paese allo sbando come Haiti permette di dare una speranza ai bambini.

Immagini di Haiti

Nel mese di ottobre 2012, il fotografo Conor Ashleigh ha fatto visita al servizio di soccorso a lungo termine di SOS-Villaggi dei bambini ad Haiti e ha fatto molti scatti impressionanti.

Una alunna nella scuola di SOS-Villaggi dei bambini di Croix-des-Bouguets.